L'emozione di Conoscere...

...e il Desiderio di Esistere

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Casa VAI - Verso una vita autonoma e indipendente

Nel settembre 2010 nasce a Bologna Casa VAI, grazie alla spinta di famiglie fortemente motivate e formate, una sperimentazione per realizzare percorsi educativi e formativi finalizzati alla vita autonoma e indipendente di persone con deficit intellettivo sotto la supervisione del prof. Nicola Cuomo e il tutoraggio della dott.ssa Alice Imola.
Dal giugno 2011 Casa VAI diventata un'associazione grazie all'impegno e alla professionalità di persone come Michele Barone, Elisa Bonaiuti, Valentina D'alessandro, Mirela Barbat e Anna Rizzi.

Il progetto di ricerca-azione-formazione

Ragazzi come Luigi e Tommaso, con sindrome di Down o altri deficit intellettivi, necessitano di attività finalizzate a potenziare, far evolvere e mantenere le competenze legate ad una progettualità e assolutamente non di un fare passivo e ripetitivo. La ripetitività, la monotonia nel fare per ragazzi come loro, propone il rischio di essere imprigionati in una sorta di fissazione che, allontanandoli da un pensiero flessibile, divergente rivolto all’affrontare e risolvere problemi, a intessere una vita relazionale più dinamica possibile, propone il pericolo di un procedere monotono che può portare a indebolire le competenze in loro possesso.

In una persona che non ha la trisomia 21 un lavoro ripetitivo e noioso pur invadendo la sua mente tendenzialmente in modo unidirezionale, vi sono altre numerose responsabilità che spezzano e/o riducono il rischio di rimanere in una dimensione chiusa e fissa.

Ci sono impegni che tutti abbiamo e che raramente ragazzi con deficit hanno, responsabilità che vanno dal pagare le bollette, chiamare l’idraulico, sapere che il frigo va cambiato, che la doccia si è otturata e pertanto va acquistato il prodotto per sbloccare lo scarico,… comprare l’olio, il pane, …preparare la cena,…, mantenere le relazioni sociali con i colleghi di lavoro, con i parenti,…

Tutti questi impegni sono generalmente “preorganizzati” dal papà, dalla mamma, dal fratello, dalla sorella,…dagli altri.

I “pensieri”-responsabilità della vita quotidiana di frequente non fanno parte della vita dei figli (in particolare dei figli con deficit)… ci si accorge della complessità di tale universo di responsabilità sommerse quando si va fuori casa, quando ci si sposa.

In casa i genitori assolvono all’organizzare infiniti ambiti, a prevedere tantissimi micro problemi di cui i figli ignorano l’esperienza e quando si va a vivere fuori casa si scopre la complessità della gestione di quanto era prima invisibile, sommerso ma consistentemente esistente. I ragazzi come Luigi e Tommaso corrono un forte rischio in quanto difficilmente riescono ad apprendere e a riorganizzarsi autonomamente una volta fuori casa, esperienza che difficilmente, a contrario dei fratelli, possono realizzare.

Per questo motivo risulta fondamentale immettere ragazzi come loro in un contesto che li veda attivi nell’organizzazione della quotidianità, in quegli impegni definiti “invisibili”, “sommersi” sia per prepararli al “dopo genitori” sia per mantenere in loro una mente flessibile ed aperta al nuovo, a quella complessità che aiuta a mantenere un pensiero vigile ed a contrastare i rischi di invecchiamento precoce.

Un contesto “preorganizzato”, che anticipa i problemi, che li risolve per noi, non aiuta a mantenere un’elasticità cognitiva e propone più che altro competenze e abilità nell’eseguire, ma non nel decidere, nel pianificare, nel prevedere, nell’agire con iniziativa e intenzionalità.

La casa ed il tempo libero devono divenire gli ambiti in cui ritrovare tutto ciò, responsabilità, affrontare problemi per risolverli, l’organizzare,…

Sono questi gli ambiti che permettono permanentemente di mantenere la vigilanza, l’esercizio di memoria ed attenzione, di rigiocare gli apprnedimenti scolastici come il leggere, lo scrivere, il far di conto in situazioni reali, funzionali, in circostanze adeguate per il loro mantenimento e per un permanente sviluppo cognitivo ed affettivo (riducendo tra gli i rischi di fissazioni e di invecchiamenti precoce).

Impegni, responsabilità operative, ma anche attività nell’ambito del divertimento del tempo libero con occasioni relazionali, con una presenza attiva sul piano del decidere.

A tal proposito é risultato fondamentale intervenire precocemente, con ipotesi e progetti pedagogici che agendo nelle "aree di sviluppo potenziale", hanno fatto acquisire competenze sul piano delle autonomie, e attraverso queste, hanno prodotto competenze nelle aree della socializzazione e degli apprendimenti. Autonomie, Socializzazioni e Apprendimenti valutano l'efficacia dell'intervento relativamente al loro gradiente di implicazione ed integrazione reciproca, per cui: ogni autonomia deve produrre competenze in relazione alla socializzazione e agli apprendimenti; la socializzazione competenze negli ambiti delle autonomie e degli apprendimenti; gli apprendimenti competenze negli ambiti della socializzazione e delle autonomie.

Casa VAI sta sperimentando tutto questo progettando contesti per far vivere a Tommaso, a Luigi e ad altri ragazzi con bisogni speciali loro percorsi in cui si vedano come agenti attivi senza subire passivamente quanto pensato, organizzato dagli altri, un contesto al di fuori della famiglia per mettere in atto un “progetto amico” verso una vita auotonoma e indipendente con l'emozione di conoscere e il desiderio di esistere.

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1 Casa VAI settembre 2010
2 Casa VAI novembre 2010
3 Casa VAI gennaio 2011
4 Casa VAI settembre 2011